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La cronaca ricorda che
alcuni cittadini di Schio insieme ad ecclesiastici, negli ultimi decenni del
1800 molte volte bussarono all’Oratorio di don Bosco in Torino perché il
fondatore dei Salesiano mandasse delle persone che si prendessero cura dei
giovani della città in un momento in cui stava diventando industriale.
Nel maggio del 1898 Mons. Pancera, scledense, compie un viaggio a Torino e
viene ricevuto da don Rua primo successore di don Bosco.
In questo incontro chiede per l’ennesima volta l’invio dei Salesiani in Schio.
Finalmente al mattino del 27 ottobre 1901 giungono alla stazione ferroviaria
della città i primi Salesiani. Don Rua nel Bollettino Salesiano ne dà notizia
”A Schio, in quel di Vicenza, … si sono affidati ai figli di don Bosco
l’Oratorio festivo e le scuole diurne a favore dei figli di operai di quel
centro manifatturiero”.
L’azione educativa dei salesiani si esplica in una molteplicità di interventi e
trova la sua piene esplicazione nei tre “spazi “tipicamente salesiani: il
cortile, la chiesa, il teatro. Il cortile è sempre il primo punto di incontro,
il centro dell’accoglienza e della comunicazione. Salesiani e giovani giocano
insieme ed insieme costruiscono un ambiente ricco di valori e di amicizia
sincera e incrollabile. La chiesa è il luogo della celebrazione solenne e
partecipata della fede, dell’Eucaristia e del sacramento della Riconciliazione.
E’ l’apice di un itinerario formativo, il perno di una vitale catechesi. Nei
primi mesi i ragazzi si riversano nei cortili e vi rimangono fino al calare del
sole. Ogni festa significativa viene sottolineata con un’accademia semplice da
preparare ma non per questo meno coinvolgente.
Nasce così la prima compagnia teatrale grazie al paziente lavoro di don Enrico
Casadio. In breve tempo il gruppo ottiene indiscussi successi in tutto l’Alto
vicentino.
Tra le associazione primeggia la “Concordia”, geniale intuizione di don Mander,
primo giovane direttore dell’Oratorio. Progressivamente la Società Concordia si
trasforma in un organismo coagulante delle diverse proposte educative
dell’Oratorio, e nel motore propulsivo di molte attività. E di proposte ne
sbocciano molte. Gite, feste di Natale, Carnevale.., conferenze scientifico -
religiose.
Inizia il cinematografo, inizia l’attività di pallacanestro, ginnastica, calcio
e mille altre cose.
In occasione del primo conflitto mondiale, l’oratorio diventa ospedale di
guerra e le attività trasferite altrove. Ma dopo la guerra riprenderanno con
rinnovata energia.
Si apre anche una scuola elementare che per molti anni formerà generazioni di
scledensi. E l’impegno formativo dei salesiani, tra alti e bassi continuerà nel
tempo fino ai nostri giorni.
Sempre con l’unico scopo di formare “buoni cristiani ed onesti cittadini”.
Nell’ottobre 2001 il comune di Schio assegna al Rettor Maggiore dei Salesiani
don Juan Vecchi la cittadinanza onoraria per il lavoro svolto da tanti
salesiani a favore della città.
Il 31 gennaio 2002 viene pubblicato il libro “Cent’anni per Schio” che
raccoglie oltre 500 fotografie che illustrano la storia salesiana di questo
secolo.
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